Paolo Saviane

MIGRANTI, SAVIANE E BADOLE: CON IL DECRETO SICUREZZA MENO SBARCHI, MENO ILLEGALITÀ

 

Roma, 6 feb - "In riferimento a quanto emerso oggi sulla stampa locale bellunese, relativo al presunto incremento dei presenze di migranti sul territorio, ci preme sottolineare alcuni aspetti del decreto sicurezza che non ci appaiono compresi a dovere.

Uno dei dati principali ed incontrovertibili, su cui il decreto si fonda traendo adeguata attuazione, è quello che si riferisce alla corposa riduzione degli sbarchi. Si è passati, infatti, dai 4.566 sbarchi di inizio febbraio 2018 ai 202 sbarchi dello stesso periodo del nuovo anno. La redistribuzione che viene riportata nell'articolo trova, quindi, scarsissima aderenza con la realtà. Il decreto sicurezza, riserva l’accoglienza nel sistema SPRAR ai soli titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati. Questa nuova tipologia di concessione dei permessi inevitabilmente ricolloca sui giusti binari la gestione del fenomeno immigratorio. Inoltre, va specificato che i minori stranieri non accompagnati rimangono in accoglienza nel Sistema di protezione degli enti locali, fino alla definizione della domanda di protezione internazionale, anche oltre il compimento della maggiore età. Non di secondaria importanza, poi, la definizione che, con una disposizione transitoria, consente ai richiedenti asilo e ai titolari di protezione umanitaria già presenti nello SPRAR, di rimanervi fino alla conclusione del progetto di accoglienza in corso. Va fatto poi, concludendo, un cenno anche alla gestione degli stranieri non regolari e quindi sottoposti a procedimento di espulsione: ove si registrasse una indisponibilità dei Cpr, luoghi destinati alla permanenza che precede l'allontanamento, si stabilisce il trattenimento degli stranieri destinati all'espulsione anche in altre strutture idonee nella disponibilità della pubblica sicurezza. Nessuna invasione, nessuno scorrazzare per strade e quartieri.  Dire che il potere dei sindaci, in tematiche così delicate che inevitabilmente influenzano la vita delle nostre comunità, non sia vincolante non corrisponde al vero. Nel rapporto dialettico tra lo Stato e gli enti locali, con il decreto Salvini, si arriva, finalmente, ad una reale e più approfondita interazione tra le parti. É difatti ben specificato come le strutture straordinarie di accoglienza (i cosiddetti centri di accoglienza straordinaria o CAS) sono attivate “previo parere” dell’ente locale interessato, anziché “sentito” l’ente locale. Riteniamo ciò un pregevole risultato prodotto dal decreto, perché responsabilizza il sindaco e la giunta ad una più efficace comunicazione con l'autorità centrale, garantendo ai cittadini che il primo cittadino del loro comune è a stretto contatto con le decisioni più delicate in materia. Contestualmente, ci pone al riparo ancora di più che in passato, sulla scelta dei partner locali con cui gestire il fenomeno dell'accoglienza, riducendo sprechi e gestioni fraudolente, facendo così i contemporanei interessi della comunità e delle risorse dedicate. Infine, col decreto sicurezza, molto è stato fatto anche sotto il profilo della ricaduta economica che il fenomeno dell'accoglienza ha sulle comunità: aver rimodulato a venti euro in luogo dei precedenti trentacinque la diaria affidata alle cooperative, avendo contestualmente destinato i fondi liberati a politiche di sicurezza sui vari territori, significa aver sensibilmente ridotto le possibilità di spreco di danaro pubblico, facendo luce su di un sistema di gestione del fenomeno per troppo tempo lasciato in disparte".

 

Lo dicono il senatore Paolo Saviane ed il deputato Mirco Badole, entrambi esponenti della Lega.

DECRETO FISCALE, SAVIANE: DAL GOVERNO FORTI SEGNALI DI VICINANZA A CITTADINI E TERRITORI, NESSUNO VERRÀ LASCIATO INDIETRO

 

Roma, 29 nov - "Con grande soddisfazione personale e del gruppo politico al quale appartengo, nella giornata di ieri la maggioranza di governo ha approvato, in Senato, il decreto fiscale nel quale sono ricomprese importanti misure che vanno incontro ai piccoli e medi imprenditori, gravati significativamente dalla crisi economica ed in seria difficoltà nell'onorare i pagamenti esattoriali. La complessità delle norme tributarie ha generato pessimi risultati che sono la cartina di tornasole di bilanci chiusi civilmente in perdita ma con contribuenti che, non per loro volontà ma per reale esigenza, si trovano nella condizione di non poter pagare le tasse. A questo si aggiunge una cospicua fetta di soggetti che hanno lavorato e dunque prodotto reddito verso le pubbliche amministrazioni che non corrispondono loro il dovuto nei termini concordati. Il decreto legge affronta anche la riforma delle banche popolari, perpetrata dai precedenti governi, necessaria per accogliere l'istanza dei soci delle popolari che si sono visti imporre modifiche significative senza che fosse loro permesso di poter esercitare il diritto di recesso. Nel complesso di norme approvate, stessa attività riformatrice è stata destinata alle casse rurali. Un ulteriore intervento riformatore, infine, contenuto in questo decreto legge è quello relativo al settore delle sigarette elettroniche: siamo riusciti ad abbassare, infatti, le tasse per apparecchi che non nuocciono alla salute e di cui beneficerà anche il nostro sistema sanitario, poiché un minor numero di patologie legate al consumo di sigarette significa difatti meno malati a carico delle casse dello Stato. Il decreto legge ha introdotto poi una tassa dell'1,5 per cento nei confronti delle rimesse all'estero fatte dall'Italia verso Paesi extraeuropei: è giusto che chi invia all'estero somme guadagnate in Italia debba contribuire in parte alla contribuzione e alla tassazione del paese che lo ha aiutato a creare questo flusso di risorse. Il decreto però fornisce, al di là degli aspetti fiscali, apparentemente freddi e lontani dai cittadini, risposte chiare ad esigenze del territorio e della famiglia. In questa direzione va il bonus bebè a favore di chi ha o adotta un figlio, un provvedimento fortemente voluto per fornire una misura di contrasto al decremento demografico in atto in Italia. Per quanto riguarda invece i territori colpiti fra settembre e ottobre dai catastrofici eventi calamitosi, è stato istituito presso il Ministero dell’Economia e della Finanza un fondo in grado di far fronte alle esigenze createsi dopo l’emergenza. Questo fondo, che ha una dotazione iniziale di 476 milioni di euro per l’anno 2019 e di successivi 50 milioni di euro per l’anno 2020, è un’indicazione chiara e precisa nei confronti delle comunità colpite, un segno tangibile, cosi come avvenuto col "decreto Genova", di immediata attenzione che il Governo ha avuto verso i territori colpiti dalla furia del maltempo, tanto imprevedibile quanto insopportabile, e verso quei cittadini che tutto hanno perso".

 

Lo dichiara Paolo Saviane, Senatore della Lega.

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